Ptof

1 – PREMESSA- COS’E’ IL PTOF

 Il presente Piano Triennale dell’Offerta Formativa, relativo alla Scuola d’Infanzia “S. M. Goretti”, è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015 n°107, recante la “Riforma del Sistema Nazionale e Formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplica la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le scuole adottano nell’ambito dell’autonomia.

Il PTOF è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa.

In tale documento vengono informati i genitori ed il territorio sulle finalità del nostro servizio di natura didattica ed educativa che concorrono alla crescita armonica ed alla formazione dei bambini e delle bambine che frequentano la nostra Scuola e la famiglia partecipa a tale contratto educativo condividendo responsabilità ed impegni nel rispetto di competenze e ruoli di ciascuno. Esso risulta quindi essere un documento dinamico che viene aggiornato di anno in anno che consente di registrare l’attività della scuola dell’infanzia e orientare il cambiamento trovando un punto di incontro con il territorio e le famiglie.

Il PTOF è stato elaborato, discusso ed approvato dal collegio docenti in data 26 Ottobre 2016, sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal gruppo di gestione in data 23 Giugno 2016 tenendo conto delle proposte e dei pareri che vengono formulati e approvato definitivamente in data 26 ottobre 2016.

2- CENNI STORICI

La scuola dell’Infanzia parrocchiale “S. Maria Goretti” è un’Istituzione educativa non statale,di tradizione cristiana, promossa dalla parrocchia “S. Pietro Apostolo” di S. Pietro di Rosà, Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto, gestita nell’ambito delle disposizioni canoniche e nel rispetto della Costituzione Italiana, inserendosi a pieno titolo nel servizio educativo del Distretto scolastico. Essa ha ottenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione il riconoscimento della Parità ai sensi della legge 62/2000 con decreto n.488/5691 del 27.02.2001.

La scuola (Asilo) voluta dall’allora parroco, Don Anselmo Riello, è stata inaugurata nel maggio 1953 ed ha iniziato l’attività nell’ex canonica, adattata alle nuove esigenze. Le  suore  che iniziano il servizio sono quelle della “Divina Volontà” che vi rimangono fino al 1970.

Dal 1971 al 1972 è presente un intervallo di tempo in cui, oltre a nuovi lavori, l’educazione dei bimbi è curata dalle “signorine” poi, dal 1972, arrivano nella scuola le “Figlie di Nostra Signora della Pietà”, dando un nuovo slancio anche a tutta la comunità, dove rimangono fino al 1993.

Nel 1992 iniziano a lavorare le insegnanti laiche, (il primo anno assieme alle suore), e tuttora continuano ad operare all’interno della scuola.

Dopo il periodo di fondazione da parte di don Anselmo, coadiuvato negli anni successivi da don Marco Carlesso e da don Vittorino Farina, nel 1975 arrivò come parroco don Luigi Schiavo che per migliorare la scuola fece costruire i due saloni; nel 1984 gli succedette don Emilio Pobbe, seguito, nel 1997 da don Giuseppe Riva, che nel 2002/03, con nuovi lavori, recuperò a favore della scuola il primo piano dell’edificio, fino ad allora adibito a residenza per le suore. Successivamente negli anni che vanno dal 2006 al 2008 vengono eseguiti i seguenti lavori: l’aggiunta di due nuove aule al primo piano ed adattato il piano terra per il nuovo servizio del nido integrato. Dal 2012 è stato possibile il recupero della soffitta adibendola a palestra, biblioteca e laboratorio informatico. Tali adeguamenti ed ampliamenti sono diventati espressione di novità e continuità che hanno consentito di operare in modo positivo ed efficace in base alla realtà e richiesta territoriale nel rispetto della centralità del bambino.

3 – REALTA’ SOCIO – AMBIENTALE

 La scuola dell’infanzia Santa Maria Goretti è ubicata al centro del paese, attigua alla chiesa e alla casa canonica. Il fabbricato è di proprietà della parrocchia.

A 100 metri si trova la scuola primaria. con cui si collabora per il passaggio dei bimbi con un progetto di continuità. Dal prossimo anno scolastico, ci sarà una scuola primaria nuova ubicata a metà strada fra le frazioni di Cusinati e S. Pietro.

Il parcheggio esterno è agevole e conta su parecchi posti auto.

Nel comune di Rosà ci sono altre quattro Scuole dell’Infanzia a gestione parrocchiale ed una a gestione comunale, un asilo nido integrato a gestione parrocchiale ed uno a gestione comunale.

Con le altre scuole a gestione parrocchiale ci si trova regolarmente per condividere problemi e scelte territoriali, per gestire insieme i rapporti con l’ente comunale, per aiutarsi reciprocamente nelle proposte educative da offrire ai genitori e per condividere l’aggiornamento dei docenti ed alcune proposte didattiche.

La realtà economica del nostro paese è in prevalenza artigianale. A tutt’oggi le difficoltà, di tipo economico e l’aumento delle famiglie monoparentali, si riversano anche nella frequenza e nel pagamento delle rette. Per cui anche il nostro territorio è diventato meta di persone provenienti da paesi stranieri le quali, nella maggior parte dei casi, si sono inserite nella nostra realtà, trovando un lavoro ed una casa per la famiglia. La Scuola dell’Infanzia e il Nido Integrato accolgono i loro bambini e li aiutano nell’inserimento rispettando la loro cultura e religione.

La realtà culturale dei genitori è di livello medio, la maggior parte possiede il diploma di scuola media superiore o diploma conseguito presso gli istituti professionali.

Molti dei nostri genitori lavorano entrambi, favoriti però dall’appoggio dei nonni nel seguire i nipoti.

La realtà religiosa è in prevalenza cristiana – cattolica anche se non tutti percepiscono il valore della comunità.

NUMERO ABITANTI COMUNE DI ROSA’ E FRAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre a quanto esposto dal grafico del comune di Rosà in cui la parrocchia di S. Pietro quindi la scuola materna risiede, comprende anche una parte di territorio appartenente al comune di Tezze S/br. (parte di 3 vie: via Brega, via S, Pietro e via Cà Baseggio) per cui il numero totale di residenti attuale è di 1450.

 ANDAMENTO NASCITE COMUNE DI ROSA’ E FRAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I due grafici sopra esposti sono stati richiesti dal comune per quantificare l’indagine numerica del calo demografico di bambini che la scuola ha risentito, in particolare in questi ultimi tre anni. Da tali grafici si evince che non c’è stato un calo demografico nella frazione di San Pietro, sebbene sia una realtà in cui sta piano piano cercando di aumentare qualche unità abitativa: quindi il calo dei bambini avuto presso la scuola è in riferimento all’anno 2013 sebbene non ci siano numerose nascite all’interno della frazione rosatese.

4- I PRINCIPI FONDANTI DELLA NOSTRA SCUOLA

 1) La nostra scuola si ispira ai valori cristiani e rispetta le altre religioni nel “dare vita ad un ambiente comunitario scolastico permeato dalla spirito evangelico di libertà e carità (Concilio Vaticano II);

2)  La Scuola dell’Infanzia, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini e   tutte le bambine dai due anni e mezzo ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione aiutando il bambino a diventare cittadino del mondo attraverso la cura delle relazioni tra pari e tra bambino ed adulto rispettando l’identità culturale e religiosa di ognuno;

3) Rispettare ed affermare i diritti fondamentali dei bambini e delle bambine (convenzione dei diritti sull’infanzia Unicef);

4)  In quanto comunità educante la nostra scuola promuove la convivialità relazionale, intrisa di linguaggi affettivi ed emotivi promuovendo, nel contempo, la condivisione dei valori che fanno sentire i bambini della società come parte di una comunità vera e propria;

5) L’apprendimento del bambino avviene tramite l’esperienza, con l’apertura della comunità scolastica al territorio e la possibilità di prove ed errori continui per assimilare i nuovi dati che provengono dall’ambiente ed accomodarli successivamente nella memoria per il potenziamento dei saperi e delle competenze;

6) La scuola affianca il compito dell’ “apprendimento” a quello del “sapere stare al mondo”: nei bambini di questa età si definisce e si articola progressivamente l’identità di ciascun piccolo come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità, del proprio stare con gli altri ed esplorare il mondo (Indicazioni Nazionali 2012);

7) Lasciare esprimere il bambino, tramite il gioco, nella sua autenticità e spontaneità in un ambiente a sua misura dove ogni bambino segue il proprio disegno interiore di sviluppo e accende il proprio interesse ad apprendere, a lavorare, a costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze, a misurarle e controllarle (M. Montessori);

8) La scuola rapportandosi costantemente all’opera svolta dalle famiglie, rappresenta un luogo educativo in cui i bambini realizzano una parte importante della propria relazione con il mondo attuando, in modo concreto, un’autentica centralità educativa del bambino tramite la stesura del patto educativo e di corresponsabilità;

9) Tramite il progetto di continuità in collaborazione attiva con le insegnanti della scuola primaria, contribuisce alla formazione del bambino per l’inserimento nella scuola primaria.

5 – CONDIZIONI GENERALI DI SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO SCOLASTICO: ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

 Struttura e servizi

L’edificio della scuola risale agli anni 1925/26 come casa canonica e viene trasformato in scuola materna nel 1953.

Negli anni 1971/72 viene fatto un intervento di ristrutturazione con l’aggiunta di due saloni e successivamente, nel 2002/3, viene sottoposto ad adeguamento degli impianti, in conformità alle leggi vigenti, recuperando il primo piano a favore della scuola; negli anni che vanno dal 2006 al 2008 viene ampliato il primo piano con la costruzione di due aule per l’infanzia, mentre il piano terra viene predisposto per accogliere il nido integrato. Dal 2012 i bambini svolgono attività motoria, biblioteca e informatica nello spazio ricavato al secondo piano.

Spazi interni ed esterni

INFANZIA NIDO IN COMUNE
Tre aule-sezione Un salone attività Una sala da pranzo
Uno spazio adibito a biblioteca una stanza dormitorio Una cucina con dispensa
Uno spazio adibito a lab.

informatico

un bagno con antibagno Un ufficio-segreteria
Una palestra giardino con giochi,

piante, zone d’ombra

due bagni personale
Una stanza dormitorio Un magazzino
2 blocchi servizi igienici Una lavanderia
Un salone entrata-spogliatoio
giardino con giochi, piante,

zone d’ombra

 *Le uscite di sicurezza rispettano le normative vigenti. La documentazione relativa alla sicurezza (DVR) è conservata nell’ufficio di segreteria.

*Interventi straordinari ed adeguamenti di legge vengono effettuati in accordo con la Parrocchia.

*Durante l’anno vengono svolte prove di evacuazione, incendio e terremoto, con i bambini e tutto il personale scolastico, con giorno “a sorpresa” dall’RSPP (Responsabile Sicurezza). Viene effettuato il relativo verbale ed i genitori vengono messi a conoscenza delle prove tramite comunicazione appesa in bacheca genitori.

*Per i bambini diversamente abili è predisposto un dispositivo per la salita delle scale dal piano terra al primo piano.

 

Il servizio di ammissione e modalità di iscrizione

 L’iscrizione alla Scuola dell’Infanzia deve essere presentata dai genitori per mezzo di apposita domanda, rinnovata annualmente, compilata in ogni parte comprendente: autocertificazione e autorizzazioni per la privacy.

Sono ammessi tutti i bambini, come da nota ministeriale dando la precedenza a chi compie i 3 anni entro la fine dell’anno, con le seguenti priorità:

  1. ai bambini disabili o in situazioni di rischio o di svantaggio sociale residenti in San Pietro;
  2. ai bambini frequentanti;
  3. ai bambini residenti in San Pietro in base alla data d’iscrizione;
  4. ai fratelli dei bambini già frequentanti nido ed infanzia;
  5. ai bambini del personale dipendente;
  6. ai bambini residenti in Rosà in base alla data d’iscrizione e, nei limiti della capienza della scuola, agli altri.

La lista di attesa

All’inizio del mese di Marzo il Gruppo di gestione stila una graduatoria delle domande pervenute in base ai criteri in precedenza illustrati. Qualora non si prevedano numeri sufficienti si procederà direttamente all’accettazione delle domande d’iscrizione.

Eventuali richieste particolari saranno vagliate dal Gruppo di Gestione.

In base al numero di bambini iscritti, vengono stabilite le modalità di suddivisione delle classi che potrebbero essere omogenee per fasce d’età o eterogenee.

Servizi (arredamento, mensa, servizio di anticipo/posticipo, centro ricreativo estivo)

Per favorire le attività che i bambini dovranno svolgere l’arredamento in ogni locale è adeguato alle necessità ed esigenze degli stessi (secondo la normativa sulla sicurezza degli arredamenti e dei giochi).

La cucina, fornita di tutte le attrezzature necessarie per preparare giornalmente i pasti, la dispensa e la sala da pranzo sono a norma di legge e periodicamente controllate dagli addetti dell’ ASL locale.

Il menù è approvato dall’ASL e viene consegnato ai genitori all’inizio dell’anno scolastico nella prima assemblea oltre ad essere appeso nella porta della cucina. Il servizio garantisce un menu alternativo per i bambini affetti da allergie alimentari previa certificazione medica rilasciata dal medico. La scuola propone un menu stagionale ovvero uno per la stagione primavera/estate ed un altro per le stagioni autunno ed inverno: in questo modo si privilegiano prodotti freschi di stagione.

Altri servizi, per favorire le richieste dei genitori che lavorano, sono:

  • l’apertura anticipata della scuola alle 7,30;
  • il posticipo pomeridiano fino alle ore 18,00;
  • attività ricreativa estiva nel mese di luglio sia per i bambini che frequentano la scuola d’infanzia sia per i bambini della scuola primaria

Bilancio e sostentamento (costo del servizio e risorse finanziarie)

I bilanci, preventivo e consuntivo, della scuola vengono concordati e stillati dal gruppo di gestione che cerca ogni anno di accordare da una parte l’esigenza di arrivare ad un pareggio gestionale e dall’altra di venire incontro alle difficoltà di numerose famiglie nel ritagliare dal bilancio familiare l’ammontare delle rette mensili. Successivamente vengono presentati per l’approvazione al consiglio pastorale e degli affari economici della Parrocchia ed esposti all’albo della scuola, per opportuna conoscenza da parte dei genitori. Inoltre, come previsto dalle rispettive convenzioni, viene inviato ai due comuni di appartenenza del territorio paesano e alla FISM.

I genitori contribuiscono con le seguente rette comprensive della mensa e di quanto serve per l’espletamento di tutta l’attività didattica:

  1. retta mensile 00 euro per il primo figlio e riduzione di euro 25.00 per i fratelli.
  2. In caso di assenza per malattia superiore a 21 giorni la retta è pari a euro 00.
  3. Al momento dell’iscrizione è previsto il versamento della quota di 00 euro quale contributo per la polizza assicurativa ed il materiale didattico.
  4. Per l’anticipo (dalle ore 30 alle 8.30) la quota sarà di euro 20.00 mensili o euro 3.00 giornalieri per le presenze saltuarie.
  5. Per il posticipo (dalle ore 16.00 alle ore 18.00) la quota sarà di euro 00 mensili e euro 4.00 al giorno per le presenze saltuarie. Per usufruire degli anticipi e posticipi giornalieri è richiesto ai genitori di acquistare un blocchetto da 5 tagliandi (coupon) da presentare alle insegnanti nel momento in cui si consegnano i bimbi al mattino o si ritirano al pomeriggio. A fine anno scolastico verranno ritornati i i soldi per i coupon non utilizzati.

La  scuola,  inoltre,   per il suo sostentamento si avvale di contributi comunali, regionali, ministeriali e di qualche offerta da parte di ditte o volenterosi della comunità.

I genitori collaborano durante l’anno ad organizzare eventi (tipo la vendita delle torte) per comperare giochi, attrezzature, ecc che servono per i bambini.

Il Consiglio Pastorale ed Amministrativo intervengono nel sostentamento della scuola nel caso in cui il deficit crei squilibri nella gestione della stessa, per il bene dei bambini della comunità.

Personale dipendente (professionalità e aggiornamento)

 Le risorse umane all’interno della scuola vengono organizzate di anno in anno al fine di soddisfare al meglio i bisogni del bambino, rispondendo di volta in volta alle diverse esigenze (organizzative ed economiche) che si vengono a creare.

L’organico interno della scuola è costituito da:

1 insegnante part – time (referente per l’infanzia) e 1 segretaria; 2 insegnanti scuola dell’infanzia: 1 part – time ed 1 in maternità; 1 educatrice (sostegno e jolly infanzia);

  • educatrice (referente per il nido);
  • educatrici del nido: 1 part – time e 1 a tempo pieno; 1 cuoca e 2 ausiliarie per servizi vari e pulizie;

1 operatrice socio-sanitaria (per la disabilità); Volontarie e Tirocinanti.

Ogni anno insegnanti e personale ausiliario partecipano a vari corsi di aggiornamento che vengono scelti e valutati in base alla progettazione educativo- didattica, dando priorità ai corsi FISM. L’aggiornamento professionale delle insegnanti è un importante elemento di qualità del servizio scolastico in quanto ha come obiettivo l’arricchimento professionale in stretta relazione al miglioramento dei metodi e dell’organizzazione dell’insegnare in vista anche dell’integrazione delle tecnologie nella didattica. Tutto il personale ha effettuato formazione generica e specifica in materia di sicurezza, corsi antincendio e primo soccorso.

Le insegnanti che hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento della religione cattolica (IRC) parteciperanno ad un corso di aggiornamento specifico. Il personale docente si troverà durante l’anno con il coordinamento con le scuole in rete per proseguire insieme il cammino del RAV con sostegno da parte di FISM.

Inoltre, un’educatrice ed un’insegnante parteciperanno al corso sul nuovo sistema di valutazione Chess presso la sede Fism di Vicenza.

6)- REGOLAMENTI ED ORGANI COLLEGIALI (vedi allegati A e B)

 La  scuola ha un  REGOLAMENTO ISTITUZIONALE ed un REGOLAMENTO INTERNO stillati dal Gruppo di Gestione della scuola stessa, approvati dal Consiglio Pastorale ed Amministrativo della parrocchia, e resi pubblici ai genitori mediante l’assemblea e l’affissione all’albo della scuola.

Il Gruppo di Gestione, qualora se ne ravvede la necessità, propone delle variazioni ai regolamenti per rispondere maggiormente alle esigenze della scuola.

Il Gruppo di Gestione è composto da: 5 genitori eletti da tutti i genitori (nido e infanzia) di cui 1 in rappresentanza del consiglio scolastico e 5 eletti dal consiglio pastorale, il presidente scelto dal parroco, dalla Coordinatrice e dal Parroco, come da Regolamento Istituzionale approvato.

IL GRUPPO DI GESTIONE (art. 12, 13, 14, 15 regolamento istituzionale) formato da:

 

Legale rappresentante Don Giuseppe Riva
Presidente (eletto C.P.P.) Marco Lago
Vicepresidente (eletto C.P.P.) Fietta Lucia
Inseg. Referente per l’infanzia Grego Monica
Inseg. Referente per il nido Munari Silvia
Segretaria – Economa (eletto C.P.P.) Gaborin M.Elisa
Rappr. Cons. past. Parolin Stefania
Eletti C.P.P Battaglia Lisa
Eletto C.P.P. Barbato Antonella
Eletto C.P.P. Bizzotto Silvia
Genitori 1 genitore nido e tre genitori infanzia
Rappresentante consiglio d’ intersezione 1 genitore

ASSEMBLEA GENERALE (art. 16 regolamento istituzionale) formata da: Tutti i genitori ,dipendenti , Rappresentanza Gruppo Gestione

COLLEGIO DOCENTI (art. 21,22, 23 regolamento istituzionale) formato da: Coordinatrice e docenti

ASSEMBLEA DI SEZIONE (art. 25 del regolamento istituzionale) formata da:

I genitori della sezione, l’insegnante, il presidente del comitato di gestione o suo rappresentante.

CONSIGLIO D’INTERSEZIONE O SCOLASTICO (art. 24 del regolamento istituzionale ) formato da:

 

Insegnante referente Grego Monica
docente Borsatto Deborah (in maternità fino a gennaio 2018)
docente Signori Manuela
educatrice (sostegno e jolly infanzia) Zulian Chiara
Genitori N° 2 per sezione
rappresentante del nido che assiste alle riunioni per creare un collegamento N°1

 ASSEMBLEA PERSONALE DIPENDENTE (art. 26 regolamento istituzionale) formata da: Tutto il personale dipendente, Legale rappresentante, presidente, vice-presidente.

7)-PROGETTAZIONE EDUCATIVA-DIDATTICA 

Premessa.

 Da un’analisi attenta delle Indicazioni Nazionali, in particolare “La scuola nel nuovo scenario” la società italiana è attualmente caratterizzata da ampie, profonde e contrastanti trasformazioni; questo scenario fa in modo che per ogni persona si moltiplichino sia le opportunità che i rischi.

Gli ambienti in cui la scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori. Oggi l’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini vivono. La scuola deve quindi promuovere la capacità degli studenti di dare senso alle proprie esperienze.

Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La realizzazione delle strategie educative e didattiche devono tener conto della singolarità di ogni persona nelle varie fasi di sviluppo e di formazione.

Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, religiosi, spirituali.

A)      Linee guida

 Ogni anno il corpo docente elabora, discute e verifica la programmazione pedagogica del servizio, nel rispetto delle diverse professionalità del personale al fine di fornire dei percorsi formativi e didattici relativi ai bisogni e alle richieste dei bambini che emergono dalla analisi del contesto all’interno di un gruppo classe. Il PTOF verrà illustrato nella prima assemblea dei genitori, mentre nel primo incontro di sezione verrà consegnato l’estratto del PTOF.

Per rafforzare l’unità dell’ambiente scolastico il progetto educativo viene svolto non solo in gruppo sezione ma anche con alcune attività che prevedono la partecipazione di tutti i bambini. Gli obiettivi generali che si intendono perseguire sono: la maturazione dell’identità; la conquista dell’autonomia; lo sviluppo delle competenze e lo sviluppo del senso di cittadinanza. Come previsto dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo (2012), per la programmazione annuale le insegnanti fanno riferimento ai campi di esperienza perché suggeriscono orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza: il sé e l’altro; il corpo e il movimento; immagini, suoni, colori; i discorsi e le parole; la conoscenza del mondo (oggetti, fenomeni, viventi e numero e spazio).

In particolare verrà valorizzato il gioco in tutte le sue forme di espressione in quanto, tramite l’attività ludica, il bambino si relaziona con gli altri ed acquisisce l’apprendimento e, quindi, l’esperienza.

La connotazione pedagogica che assume la scuola dell’infanzia è quella di essere un “luogo di cultura”, come contesto caratterizzato dalla qualità della vita, dalla specificità delle esperienze, dalla affidabilità sotto profilo relazionale e culturale, garantita da adulti-educatori capaci di relazionalità educativa, equilibrio personale, padronanza delle procedure di progettazione- valutazione, connotato quindi da professionalità e responsabilità.

B)       Apprendimento, riferimenti teorici, profilo insegnante.

 B1) Apprendimento.

 La Scuola dell’Infanzia è un ambiente di vita, di relazione e di apprendimento.

La scuola deve essere per il bambino un ambiente positivo che possa trasmettergli serenità e fiducia un ambiente, quindi, stimolante e sicuro.

L’apprendimento è mediato dalla relazione, perciò le insegnanti si prefiggono di considerare primariamente il benessere del bambino prestando particolarmente attenzione alle sue dimensioni affettive. Le finalità della Scuola d’Infanzia consistono nell’aiutare il bambino a sviluppare la propria identità, l’autonomia, le proprie competenze e il senso di cittadinanza.

Per realizzare tali finalità la scuola si propone come luogo in cui il bambino può intessere ricche relazioni e vivere in profondità alcune esperienze; non è, infatti, importante produrre molto, ma assicurare al bambino la massima promozione possibile di tutte le capacità peculiari, rispettando i suoi ritmi.

La Scuola dell’Infanzia si prefigge di:

  • aiutare il bambino ad imparare sperimentando, ricercando e discutendo insieme agli altri;
  • incoraggiare il bambino a dare senso alle cose e agli oggetti costruendo così se

Alla luce di tali considerazioni le insegnanti hanno riflettuto collegialmente sull’adozione di comuni scelte metodologiche e hanno optato per una funzionale ORGANIZZAZIONE della scuola tenendo conto dello SPAZIO (luogo dell’apprendimento implicito, oltre che luogo di vita) e del TEMPO (dimensione fondamentale dell’esperienza dei bambini, aiuta a far capire la scansione temporale della giornata e ad organizzare la realtà).

La Scuola dell’Infanzia esclude impostazioni scolastiche che tendono a preconizzare gli apprendimenti formali e, attraverso le necessarie mediazioni didattiche, riconosce come connotati essenziali:

  • Il GIOCO come fonte primaria e privilegiata di molteplici apprendimenti predisponendo ambienti stimolanti per i giochi simbolici, di finzione, motori e cognitivi;
  • Il FARE PRODUTTIVO ossia creare un ambiente in grado di soddisfare la curiosità del bambino privilegiando il contatto con la natura, le cose, i materiali, l’ambiente sociale e la cultura;
  • La RELAZIONE in quanto l’apprendimento passa attraverso il vincolo della relazione, con i pari e con gli adulti, per questo la scuola si propone come ambiente sereno, teso ad accrescere nel bambino la sicurezza, l’autostima, la fiducia;
  • La CONTINUITA’ come fonte di lavoro in team tra insegnanti in cui la diversità di relazione tra diverse figure che lavorano all’interno ha risultati ottimali nella formazione del bambino sotto tutti i profili di sviluppo (cognitivo, linguistico, affettivo e relazionale).

B2) Riferimenti teorici

 Per osservare e verificare le varie competenze apprese dai bambini durante la permanenza a scuola i nostri strumenti valutativi sono sia l’osservazione pedagogica che è presente in modo importante in quanto viene riconosciuto in tale approccio metodologico la possibilità di vedere il bambino nella sua interezza, ponendo l’interesse sulla persona nella sua completezza (secondo il metodo della psicologia della Gestalt). E’ uno strumento di lavoro fondamentale per il nostro intervento educativo perché porta a:

*comprendere e rispondere ai bisogni dei bambini nella loro individualità;

*puntare lo sguardo sull’agito con un metodo empatico e non casuale;

*registrare attraverso le griglie osservative i percorsi si sviluppo;

*sostenere il nostro intervento educativo ed i progetti;

*monitorare e calibrare il processo educativo-didattico.

Le caratteristiche personali del bambino e le influenze dell’ambiente diventano interessi psicologici (voglia di fare, curiosità, desiderio di sapere, …) e l’azione educativa efficace e permanente parte proprio da essi.

L’interesse, come dice la parola stessa (inter-esse = essere fra), è la trait-union tra l’essere del bambino e il suo dover essere, è la categoria mediatrice tra le potenzialità soggettive e le mete educative. L’interesse veicola infatti il mondo psichico del bambino composto da proprie esigenze ed aspirazioni, verso il mondo dei valori, delle finalità educativi, che presuppongono autonomia di giudizio e scelte di vita.

Questo si collega al pensiero montessoriano nel quale ci identifichiamo, in alcune parti, come stile educativo dove la scuola deve ospitare il bambino e quindi va costruita a misura di bimbo e non di uomo! Dopo un’attenta osservazione dei bambini gli spazi vanno quindi pensati e poi costruiti in modo specifico e semplice, adatti per creare laboratori di vita quotidiana in cui è facile apprendere azioni  semplici  e  utili   per  “saper  fare”  ogni  giorno   qualche   cosa  di  corretto   e  pratico. Il bambino dai 0 ai 6 anni viene visto dalla pedagogista Montessori come un bambino con la mente assorbente, in cui l’ intelligenza agisce a livello conscio, assorbendo ogni elemento ambientale e successivamente sviluppandolo esercitando le proprie capacità creative. E’ la fase in cui si formano le strutture essenziali della personalità. Alla base del pensiero montessoriano, e di conseguenza del suo famoso metodo, vi è la libertà del bambino, in virtù della quale si deve lasciare circolare per ottenere una crescita armoniosa ed equilibrata. Grazie ad essa è possibile sviluppare in modo esponenziale la creatività, insita nell’essere umano, ma ogni soggetto va comunque disciplinato, con la giusta dose di attenzione ai suoi desideri e alla sua naturale propensione alla crescita. Nella vita la libertà è importante così come lo sono anche le regole, poiché il nostro spazio libero termina ove inizia quello dell’altro e ciò deve rappresentare una regola        per        crescere        nel        rispetto        reciproco        tra        esseri         viventi. Un metodo che spinge in modo graduale a diventare sempre più autonomi e al contempo a sapersi prendere cura degli altri. Per poter sperimentare, giocare, creare, il bambino ha bisogno, inizialmente, di sentirsi accettato, amato e protetto da qualcuno che sia in grado di prendersene cura.

Infatti l’ambiente è preposto ad accogliere i bambini affettivamente, favorendo la loro crescita globale attraverso il gioco il quale risulta essere un valido strumento di crescita in quanto il bambino ha la possibilità di sperimentare, crescere, apprendere, costruire legami affettivi significativi con l’adulto e con i pari in un luogo sicuro e strutturato. Giocare è perciò necessario perchè coinvolge tutti i campi del comportamento: l’affettività, l’intelligenza, la creatività, la socializzazione, la senso-motricità, la costruzione del senso delle regole, le caratteristiche e l’opportunità offerte dai vari ambienti di esperienza, il ruolo dell’adulto.

La Programmazione Educativa Didattica, pianificata e controllata periodicamente, sviluppa adeguatamente ciascun campo di esperienza basandosi sulla conoscenza delle fasi evolutive, delle competenze, degli atteggiamenti esplorativi e costruttivi del bambino. Di ogni progetto che viene “messo in campo” dalle insegnanti, viene sviluppata una UDA (unità di apprendimento).

B3) Profilo professionale.

All’interno del collegio docenti grande rilievo assumono le nostre riflessioni in riferimento al nostro profilo professionale tenendo in considerazione il nostro essere insegnanti all’interno di una scuola cattolica: siamo chiamati ad essere professionisti dell’istruzione e dell’educazione con un’adeguata conoscenza di contenuti e metodo d’insegnamento, con una reale e  documentata competenza professionale, accompagnata da specifiche attitudini (come la capacità di lavorare collegialmente, il possesso di doti relazionale e comunicative), e conquistata e maturata anche nel corso dell’iter formativo compiuto tramite corso IRC e aggiornamenti continui ed il rispetto e la conoscenza di una corretta deontologia professionale.

Siamo chiamati ad essere educatori cristiani in cui siamo chiamati ad una tradizione educativa e pedagogica plurisecolare che si identifica con la visione cristiana della persona, della vita, della realtà, dell’educazione. L’insegnante di scuola cattolica è un educatore cristiano chiamato ad esercitare il suo servizio educativo all’interno di una scuola che, in quanto cattolica, si caratterizza per un particolare progetto educativo in cui venga percorso uno stile di vita coerente con il messaggio evangelico e con gli insegnamenti della Chiesa. L’insegnante diventa una persona impegnata in un cammino di crescita spirituale, umano e professionale, in cui si delinea l’amicizia con Gesù e la disposizione a misurarsi continuamente con l’amore di Cristo.

L’insegnante deve essere quindi una figura strategica che ha lo scopo di mediare in senso educativo tra il sistema scuola e gli altri sistemi complessi con i quali è importante interagire per fornire agli alunni la possibilità di utilizzare e predisporre di determinate competenze spendibili nell’arco della vita. Se si vuole ottenere da parte degli alunni un apprendimento significativo, l’insegnante deve svolgere da parte sua un intervento efficace: perché i suoi interventi risultino tali, soprattutto nell’epoca contemporanea che vede la società in continuo mutamento, l’insegnante deve svolgere una continua auto-formazione, in grado di ammodernare il proprio bagaglio culturale e professionale. L’insegnante dev’essere attento alle modifiche che si verificano nella società, in quanto risultano determinanti per le scelte educative attuate. La figura dell’“insegnante di qualità” si pone come fulcro necessario per il miglioramento qualitativo dell’offerta formativa. Le cinque competenze professionali che lo caratterizzano si ramificano in cinque direzioni:

  • competenze disciplinari, inerenti la conoscenza di specifici settori disciplinari e contenuti presenti nei programmi;
  • competenze didattiche, riguardanti l’insieme delle padronanze che formano un repertorio organizzato di strategie didattiche e di competenze di applicazione;
  • competenze auto-riflessive, che evidenziano la capacità del soggetto di esercitare l’autocritica all’interno dei percorsi di attiva ricerca professionale;
  • competenze empatico relazionali, in grado di condurre l’insegnante nella direzione di un pieno riconoscimento del valore dell’altro e di proiettare l’intervento educativo verso traguardi affettivo-relazionali e sociali, oltre che cognitivi;
  • competenze gestionali ossia l’insieme delle risorse necessarie per l’organizzazione nel contesto scolastico.

Fare l’insegnante non significa quindi solamente avere buone conoscenze ma vuol dire anche saperle trasmettere, riuscendo a stabilire una relazione positiva con il bambino affinché tutto possa essere costruito insieme a lui.

Le insegnanti durante un collegio docenti nel mese di settembre riflettono in ordine alle linee guida per una professionalità educativa eticamente fondata (FISM) in vista della responsabilità alla vita comunitaria con la conseguente stesura del patto educativo di corresponsabilità da svolgere assieme ai genitori, garantendo la coerenza dell’azione educativa nei confronti del bambino.

8) IL CURRICOLO

 Il curricolo è espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, esplica le scelte della comunità scolastica e l’identità della Scuola. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa. Ogni scuola predispone il curricolo all’interno dell’Offerta Formativa con il riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina (dalle Indicazioni Nazionali, 2012).

Il curricolo nella scuola dell’infanzia si articola attraverso i campi d’esperienza che sono luoghi del fare e dell’agire del bambino.

Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono la curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni e progetti di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo. L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per tentativi ed errori permettono al bambino, opportunamente guidato,di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti e di avviare processi di simbolizzazione e formalizzazione.

Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare occasioni e possibilità di esperienze volte a favorire lo sviluppo della competenza.

  1. CURRICOLO ESPLICITO (vedi allegato D).

L’attività didattica della scuola segue i CAMPI DI ESPERIENZA emanati dal Ministro Profumo nel 2012 all’interno delle “INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PER IL PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE”

I suddetti campi di esperienza sono luoghi del fare e dell’agire del bambino e proprio attraverso essi il bambino incontra i diversi saperi. La progettazione tramite le Unità di Apprendimento viene stesa dal collegio docenti tramite il modello della dott.ssa Da Re.

La nostra scuola traduce i campi di esperienza in varie proposte formative. I Campi di Esperienza sono così articolati:

*IL SE’ E L’ALTRO: le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme.

*IL CORPO E IL MOVIMENTO:identità, autonomia, attenzione alla salute propria e altrui, controllo del movimento.

*IMMAGINI, SUONI, COLORI: gestualità, arte, musica, multimedialità, apertura ai linguaggi e alle emozioni dell’altro.

*I DISCORSI E LE PAROLE: comunicazione, lingua e cultura, attenzione alle parole dell’altro (ascolto).

*LA CONOSCENZA DEL MONDO: ordine, misura, spazio, tempo, natura, diversità delle culture (conoscenza di differenti tradizioni, religioni, ecc).

B)     CURRICOLO IMPLICITO

Nella scuole dell’infanzia il curricolo implicito assume un’importanza fondamentale per alcune sue costanti, come la promozione del benessere, la cura della vita relazionale, la progettazione di ambienti che sorreggono l’agire e l’esplorazione autonoma dei bambini, il ripetersi delle routine, la conduzione attenta dell’intera giornata scolastica e delle sue attività.

Il curricolo implicito si esplica in una equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione e di apprendimento. Un curricolo con una propria specificità che si intreccia con il curricolo esplicito evidenziato nei campi di esperienza.

*Organizzazione delle sezioni e altri spazi educativi (ambiente di apprendimento)

*Articolazione della giornata educativa (tempo)

B1) Organizzazione dello spazio (sezioni)

La sezione, punto di riferimento primario del bambino, è strutturata in angoli di apprendimento con una precisa valenza affettiva ed educativa. La strutturazione dello spazio è indispensabile a sostegno della programmazione curricolare. Lo spazio è il dispositivo fondamentale, contenitore fisico e materiale entro cui si realizza l’insegnamento. Il modo in cui è organizzato lo spazio condizionano l’azione didattica e la relazione educativa che si esercita in quello spazio.

Italo Fiorin (coordinatore della commissione nazionale incaricata della stesura delle indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione) riferisce che accanto ad una scuola accogliente è necessario una scuola competente: il bambino è attivo non perché incolla, taglia, colora ma perché è cognitivamente attivo, impegnato a misurarsi con problemi che sfidano ed incuriosiscono. Una scuola in cui l’accoglienza ha bisogno della competenza per potersi esprimere e la competenza ha bisogno dell’accoglienza per avere un senso è una scuola inclusiva, nella quale trova un posto centrale il bisogno di ogni bambino, non solo di alcuni.

Le nostre sezioni sono contrassegnante dai colori blu e giallo e sono organizzate in:

  • Spazio grafico-pittorico e della manipolazione. Il bambino entrerà in un mondo fantastico in cui tutto è possibile modellare e trasformare. Per fare ciò i bambini utilizzeranno l’argilla, la pasta di sale, il pongo, materiali di natura plastica ed amorfa in cui i bambini daranno una forma, modellandolo giocando e trasformando il materiale in modo creativo.

Inoltre questo laboratorio aiuta i bambini nel far vedere che è possibile assemblare materiale di riciclo per costruire, mettere insieme, collegare, incollare,ecc.

Attraverso il disegno il bambino si impadronisce della realtà, la trasfigura, mostra le proprie conoscenze, ragiona su queste, nel disegno egli proietta i propri stati d’animo, i suoi bisogni, le sue speranze, le sue paure.

I L’obiettivo primario del laboratorio è quello di far conoscere e far sperimentare al bambino il mondo dei segni e dei colori, stimolando in lui il desiderio di conoscerli giocando, utilizzando diverse tecniche e materiali oltre a dare la possibilità di esprimere il proprio stato d’animo.

  • Spazio del gioco strutturato. Il materiale messo a disposizione è vario e graduato secondo l’età. L’uso dei giochi strutturati (tombole, domino, puzzle, sequenze logiche, materiale di seriazione, classificazione, giochi con regole, blocchi logici, ecc) permette al bambino di fissare, sistematizzare le esperienze, i vissuti ed i processi logici avviati nel rapporto con il
  • Spazio della lettura-conversazione. E’ la possibilità per loro di sfogliare e guardare, da soli o con gli amici, i libri messi a disposizione e per l’insegnante è lo spazio in cui racconta. Riteniamo importante l’esperienza del “raccontare” come possibilità data al bambino di spalancare lo sguardo sulla realtà.
  • Spazio del gioco simbolico. Nel gioco simbolico viene usato un simbolo che è un signifi- cante particolare in quanto deve simbolizzare tutto un significato che verrà espresso nell’azione. E’ proprio l’azione che assume tutto il valore del gioco simbolico in quanto, tramite questa, il bambino effettua la mediazione tra il sé e la realtà.

Le caratteristiche del gioco simbolico sono: la rappresentazione del significato reale, l’uso di simboli, la coscienza di una finzione rispetto alla realtà rappresentata, la volontà di mo- dellare la realtà alla propria progettualità, la carica emozionale di piacere, l’uso da solo, con uno o più compagni, ma soprattutto la volontà che sia gestito in proprio o in comunità con i pari. Il bambino nel gioco simbolico ha l’Io ben strutturato, solido, cosciente della realtà e relativi limiti, capace di interrompere la finzione con immediatezza per adeguarsi al reale in caso di necessità.

Il gioco simbolico viene preceduto dalla semplice imitazione dell’attività dell’adulto, ma in seguito apporta le sue modifiche e interpretazioni delle esperienze che rappresenta nel gioco simbolico; è in questa fase che sperimenta (facendo finta con un agito) i suoi desi- deri e i suoi progetti, in parte adattandoli al reale dell’adulto.

B2) Articolazione della giornata educativa.

B2.1) Organizzazione delle sezioni.

 Le sezioni sono due, sezione blu e sezione gialli: i bambini durante la giornata sono divisi per classi di età eterogenea.

Le sezioni eterogenee su tre età presentano il vantaggio di:

*potenziare lo scambio e la relazione di aiuto fra grandi e piccoli;

*permettere una suddivisione dei bambini numericamente più equilibrata fra le sezioni;

*favorire lo scambio di esperienze e di comunicazione;

*promuovere il piacere di dare e ricevere spiegazioni dai loro compagni a loro portata;

*ricercare insieme la migliore strategia per la soluzione di problemi comuni ed individuali. All’interno della nostra scuola la suddivisione dei bambini nei gruppi eterogenei oltre alle motivazioni pedagogiche sopra riportate, vengono tenute in considerazione:

*la divisione dei fratelli;

*le indicazioni che suggeriscono le educatrici del nido;

*equilibrare la suddivisione di genere.

Da quest’anno verranno introdotte le “classi aperte” ossia i bimbi, in alcuni momenti della giornata (routine) o giorni della settimana, avranno la possibilità di cambiare gruppo o sezione avendo come scopi principali quelli di:

  • favorire la percezione della scuola da parte del bambino come di un’unica comunità educante;
  • ampliare e coltivare nuove relazioni;
  • attuare una didattica individualizzata e personalizzata;
  • incrementare il confronto, la riflessione e l’intervento condiviso da tutto il collegio

B 2.2) I momenti comunitari.

 Per rafforzare l’unità dell’ambiente scolastico il progetto educativo è svolto non solo in gruppo, ma anche con alcune attività trasversali che prevedono la partecipazione di tutti i bambini: accoglienza al mattino, momento di ritrovo per salutarsi in salone per svolgere la merenda ed una preghiera tutti insieme, pranzo, uscita.

B2.3) La nostra giornata

 

07,30- 8,30 Pre – accoglienza per i genitori che lo richiedono
08,30 –9,00 Accoglienza per tutti i bambini
09,00 –9,30 Gioco libero ed attività di routine
09,30–10,00 Momento comunitario, saluto, preghiera e merenda
10,00–11,30 Attività di sezione (per gruppi) o di laboratorio
11,30-11,45 Bagno – preparazione per il pranzo
11,45-13,00 Pranzo e gioco libero
12,45-13,00 Prima uscita
13,00-15,00 Riposo per bambini di tre e quattro anni
13,00-15,00 Rilassamento ed attività di laboratorio per bambini di cinque anni
15,00-15,45 Merenda e preparazione all’uscita
15,45-16,00 Seconda uscita
16,00-18,00 Posticipo per i genitori che lo richiedono

  Il tempo nella scuola non è un vuoto contenitore da riempire ma un luogo dove vengono vissute le relazioni e realizzati apprendimenti e scoperte; la scansione  delle parti della giornata nella  sua flessibilità e modularità, è pensata intenzionalmente, per aiutare i bambini nel progressivo apprendimento dell’autonomia ed acquisire abilità.

Dalle modalità con cui la routine è organizzata si possono intravedere il livello di efficacia educativo e può aiutare il docente a “farsi un’idea” sempre più precisa dei processi costruttivi.

Alla luce di quanto esposto, la qualità della scuola d’infanzia è fortemente condizionata dalle relazioni che si sviluppano al suo interno. Il setting educativo-pedagogico il quale risulta l’oggetto del lavoro pedagogico coincide con l’organizzazione degli spazi, tempi, oggetti e regole e le strategie e modalità riferite a:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo del bambino è un mondo personale che si costruisce attraverso l’attività di partecipazione alla vita della scuola e viene vissuto dal bambino all’interno di un clima emotivo  e fantastico.

Ciò implica che le esigenze educative del bambino richiedono:

  • – rapporti umani con adulti e coetanei
  • – stimolazione alle attività ludiche per l’acquisizione di abilità motorie-cognitive-espressive
  • – ricchezza di vita effettiva
  • – possibilità di liberare l’immaginazione

Circoscritta in questa ricchezza si svolge la giornata dei bambini; l’importante è non lasciarci sfuggire la routine che acquista significato nel momento in cui il bambino sperimenta il concetto di tempo: un tempo dato dalla successione di momenti, ognuno dei quali collegato all’altro. infatti, si ripetono nella giornata:

  • – ARRIVO – ENTRATA
  • – BAGNO, COLAZIONE
  • – GIOCO/ATTIVITA’
  • – PASTO
  • – BAGNO
  • – RIPOSO (piccoli e medi)
  • – ATTIVITA’ DI SEZIONE (bambini grandi)
    – RITORNO A CASA

Sono punti di riferimento per i bambini, perché attraverso la ripetizione e lo scandire, da parte delle insegnanti, di attività ricorrente quotidiane, che si ripetono e si compiono ogni giorno, permette al bambino di immaginare ciò che avviene dopo e crea così, un punto di riferimento regolare che infonde sicurezza e tranquillità al bambino, stimola l’esplorazione, la scoperta e promuovono competenze sociali.

Inoltre    le    routine    sono  “momenti  fisici” di  grande relazionalità, fondamentali per l’apprendimento visto che i bambini sono molto attenti a ciò che succede attorno a loro.

Lo sviluppo mentale consiste in un adattamento via via più preciso alla realtà, che può avvenire descritto come il risultato di una dialettica funzionale di due processi: quello di assimilazione, per il quale i dati empirici vengono ricondotti a schemi di comportamento o di spiegazione già posseduti, e quello di accomodamento, ossia di modificazione di schemi già posseduti mediante l’adeguamento a nuovi dati.

APPRENDIMENTO da cose conosciute (funzione di assimilazione)

  • a cose nuove: nasce la creatività (funzione di accomodamento)

Quindi è importante essere attenti a non sottovalutare queste attività di routine, perché sono momenti di straordinaria capacità formativa.

 Tempi/spazi                                  Esperienze/routine

ENTRATA (dalle ore 7.30 alle ore 9.00) Anticipo dalle 7.30 alle 8.30 1°  momento    di                  routine giardino     o     palestra                  : MOMENTO DELL’ACCOGLIENZA
gruppi eterogenei

Non è un momento sempre facile.

C’è da lasciare una situazione precedente, le mura domestiche ed i genitori e trovarne una nuova, la scuola.

L’attenzione delle insegnanti sta nel valorizzare il TROVARE, perché l’entrata possa essere  sicura e, lo sarà tanto di più quanto meglio è stata preparata.

lasciare deve essere accompagnato da un piacere trovare l’ambiente :

  • accogliente
  • sereno
  • gioioso

    Il bisogno prevalente è quello di essere accolti e rassicurati (triade familiare) con l’obiettivo educativo di favorire un sereno

 

BAGNO (dalle ore 9.00 alle ore 9.30 e nei momenti di uscita anticipata (ore 13) e uscita alle ore 15.30 2° momento di routine

AUTONOMIA

Gruppi eterogenei

 

L’accoglienza diventa il momento in cui il bambino si riconosce facente parte di una compagnia.

Tempi/spazi Esperienze/routine

 

salone (dalle ore 9.30 alle ore 10.00) 3° momento di routine MERENDA E MOMENTO D’INCONTRO
Gruppi eterogenei

 

In questa fase importante è aiutare il bambino al raggiungimento della propria autonomia.

Tempi/spazi  Esperienze/routine

In questo ambiente i bambini, e bambini / insegnanti, si ritrovano per un momento conviviale, di cittadinanza: fare merenda assieme.

In questo arco temporale si cantano canzoni insieme, si festeggiano i compleanni, si dicono delle preghiere, c’è la conta dei bimbi e si riferisce il menu giornaliero.

Tempi/spazi                                  Esperienze/routine

SALONE,ANGOLI DI GIOCO-GIARDINO

(dalle ore 10.00 alle ore 11.30)

4° momento di routine

GIOCO

Gruppi eterogenei

Il GIOCO infantile si colloca in un preciso punto dello spazio e del tempo, o meglio, dello spazio-tempo, il punto in cui il bambino incontra il suo “mondo”.

Se l’educazione è comunicazione, nell’infanzia soltanto il gioco apre l’accesso a questa comunicazione, e lo apre nella misura in cui l’insegnante entra nel mondo del gioco.

Il bisogno prevalente in questo momento specifico è quello di natura cognitiva/espressiva con l’obiettivo educativo si stimolare la curiosità.

 Tempi/spazi                                  Esperienze/routine

SALA DA PRANZO

(dalle ore 11.45 alle ore 12.45)

5° momento di routine

PASTO

Gruppi eterogenei

IL PRANZO   – è un momento importante e delicato. L’educatore deve essere molto attento a far vivere ai bambini questo momento nel modo più gioioso.

Il bisogno prevalente dei bambini attraverso l’alimentazione riguarda l’aspetto affettivo e di gratificazione.

Quindi l’obiettivo educativo è la particolare cura dell’ambiente in modo tale che i bambini possano vivere in modo attivo il piacere della convivialità.

Tempi/spazi                                  Esperienze/routine

DORMITORIO (dalle ore 13.00 alle ore 15.00) 6° momento di routine

SONNO

Bimbi piccoli e medi

E’ un passaggio molto delicato, per cui ogni gesto va fatto con delicatezza.
Questa attività investe i bambini a livello emotivo ed affettivo.
Pertanto:

  1. va dedicata molta cura all’ambiente
  2. i bambini possono portare con sé l’oggetto transizionale (orsetto, ecc)
  3. l’ insegnante deve essere il punto di riferimento e di

Tempi/spazi                                  Esperienze/routine

ATTIVITA’ IN SEZIONE 7° momento di routine ATTIVITA’ DI LABORATORIO
Bimbi grandi

Al pomeriggio i bambini grandi si trovano in sezione assieme per svolgere attività curricolare (come laboratorio scientifico, biblioteca, creativo, logico-matematico e letto-scrittura). In questo periodo di tempo, i bambini si mettono “alla pari” con l’obiettivo di un avvio della cittadinanza (ascolto dell’altro, regole di vita comunitaria, dialogo, ecc); di uno sviluppo dell’autonomia e della competenza (domandare e riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione, il confronto, ecc) e sviluppo dell’identità (fiducia in sé e fidarsi degli altri, partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, ecc).

Tempi/spazi                                  Esperienze/routine

SALONE (vari orari- vedi part-time o full- time) 8° momento di routine RICONGIUNGIMENTO GENITORI
Gruppi eterogenei

Anche per l’uscita c’è un lasciare tutta la giornata a scuola e ritrovare la mamma, il papà, le cose conosciute.

Sono esperienze di vita che diventano bagaglio culturale prezioso: si tratta di passaggi che vengono fatti vivere dai bambini con serenità, con gioia e che diventano un trampolino di lancio, per altre esperienze, aiutano i piccoli a far sì che la scuola divenga per loro luogo in cui si sentono bene, che sia da loro amato e vissuto con piena partecipazione sociale e di sviluppo delle competenze.

9)- PROGETTAZIONE ANNUALE

 9.A)  I laboratori.

In base alla teoria pedagogica di Dewey, filosofo del xix secolo, in cui la conoscenza risulta essere la risorsa all’interno della quale i bambini scoprono ed apprendono in relazione al rapporto continuo con la realtà e l’azione concreta .

Il metodo Montessoriano prende spunto dal metodo educativo di Dewey.

L’apprendimento è il risultato di un processo

di ricerca attiva svolta dal soggetto dove gli insegnanti non intervengono direttamente ma organizzano le situazioni di apprendimento aperte e problematiche da far esplorare e pianificare ai bambini le varie situazioni dove il bambino si possa confrontare con più problemi da risolvere. Il percorso inizia dalle idee: discutere di fatti, eventi, confrontarsi, provare a far accadere i fatti secondo la spiegazione, riflettere su ciò che accade, negoziare la soluzione finale.

Se faccio…capisco…in questo vecchio motto c’è il richiamo all’importanza della partecipazione attiva del bambino, del suo apprendere utilizzando corpo e mente, del suo non essere spettatore o esecutore diretto. Il compito dell’apprendimento deve partire dal mondo dei bambini, le loro idee, attese, aspettative, emozioni, tenendo in considerazione i loro bisogni, anche di quelli non esplicitati come il bisogno di sentirsi apprezzati, competenti, accettati dagli altri, indipendenti.

All’interno del laboratorio logico/matematico gli argomenti saranno trattati prima attraverso l’esperienza diretta e l’osservazione del bambino. L’insegnante creerà molte situazioni stimolo da cui si possa partire per riflettere insieme sull’argomento e attraverso discussioni, si coinvolgeranno tutti i bambini rendendoli protagonisti dell’apprendimento.

Nel laboratorio scientifico verranno svolte principalmente attività esperienziali con l’obiettivo di conoscere il mondo che ci circonda, seguendo la programmazione annuale sui 4 elementi (aria, terra, acqua, fuoco). I bambini saranno coinvolti inizialmente utilizzando i cinque sensi, partendo dalla fase del “pasticciamento”, con un contatto diretto e libero con gli oggetti da osservare. Seguirà poi un’osservazione guidata dall’insegnante che supporterà una osservazione non casuale attraverso domande stimolo mirate. Al termine dell’attività di sperimentazione ed osservazione si svolgerà un’attività di rappresentazione.

Nel laboratorio di inglese l’obiettivo non sarà quello di rendere il bambino bilingue ma di familiarizzare ed avvicinare il bambino alla conoscenza della lingua inglese.

All’interno del laboratorio biblioteca il bambino acquista la capacità di arricchimento del lessico, alla corretta pronuncia dei suoni, alla pratica della diversa modalità di interazione verbale (ascoltare, prendere parola, dialogare e spiegare) contribuendo allo sviluppo di un pensiero logico e creativo.

Nel laboratorio di attività motoria attraverso il gioco spontaneo i bambini hanno la possibilità di sperimentare azioni motorie in cui il mezzo privilegiato è il movimento, la senso-motricità, la relazione corporea, nell’intento di armonizzare e favorire il processo di costruzione dell’identità.

All’interno del laboratorio musicale i bambini esploreranno e conosceranno che attraverso i movimenti del proprio corpo, con il rumore degli oggetti, con i rumori dell’ambiente si crea la produzione di suoni. La musica arricchisce, perfeziona la sensibilità e sollecita all’esplorazione e alla creazione.

Attraverso il laboratorio di letto-scrittura i bambini sviluppano abilità cognitive (esempio i concetti dimensionali, l’orientamento temporale, ecc); le abilità percettivo-motorie (esempio: coordinazione occhio-mano, padronanza grafica-spaziale, i rapporti spaziali, ecc) e abilità linguistiche. Tramite tale laboratorio di avvicinamento alla scrittura è possibile identificare precocemente le possibili difficoltà di apprendimento, riconoscere i segnali di rischio e porre in atto delle osservazioni sistematiche.

Nel laboratorio informatico i bambini avranno l’opportunità di avvicinarsi al mondo della tecnologia, al computer che è diventato un oggetto di uso quotidiano. I bambini conosceranno e toccheranno i tasti, il mouse, faranno delle piccole prove di scrittura e avranno la possibilità di vedere immagini, sentire suoni, ecc.

Soltanto in seguito allo svolgimento di tutte queste esperienze, l’insegnante proporrà attività rappresentative dell’esperienza attraverso schede o attività sul quaderno che supportino la concettualizzazione dell’esperienza e utili per la verifica dell’apprendimento in itinere.

9.B)  Progetto triennale: i 4 elementi naturali.

L’anno scorso (a.s. 2016/17) il filo conduttore delle attività è stato il mondo dell’acqua e della terra, quest’anno (a.s. 2017/18) quello del fuoco e dell’aria, riprendendo nuovamente l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si” sulla cura della casa comune, la Terra.

A livello artistico verranno presi in considerazione autori che hanno fatto riferimento al tema e alla scoperta degli elementi della vita così a livello letterario verranno presentati libri a tema e verrà proposto ai bambini la possibilità di scrivere essi stessi il libro degli elementi.

Tale progetto nasce dal desiderio di offrire ai bambini, e a noi stessi, una strada, un percorso, una ricerca, nel tentativo di ritrovare una capacità di ascolto e di sguardo aperto verso il territorio ed il mondo. Sarà un viaggio di conoscenza… attraverso un approccio “scopro-conosco-imparo. I bambini si recheranno in uscite nel territorio.

Le attività che verranno svolte saranno trasversali ovvero coinvolgeranno tutti i campi di esperienza.

Il curricolo religioso sarà trattato trasversalmente nei vari progetti sotto esposti. La Scuola dell’Infanzia, mediante l’insegnamento della religione cattolica, abilita gradualmente i bambini, di cui valorizza le esperienze già effettuate, a cogliere i segni della religione cattolica e della religiosità e ad esprimere e a comunicare l’esperienza religiosa con parole e gesti. Tale progetto si pone come obiettivo quello di avvicinare i bambini alla scoperta della figura e del messaggio di Gesù ed a riconoscere i principali segni e simboli della vita cristiana.

9.C)  Altri progetti

*PROGETTO ACCOGLIENZA: permette di accogliere i bambini in modo personalizzato, favorendo il nascere di un rapporto di reciproca fiducia e di condivisa responsabilità educativa con le famiglie e crea le condizioni perché i bimbi possano interagire secondo modalità che facilitano la partecipazione di tutti, il rispetto e l’attenzione reciproca. Nell’attuazione del progetto accoglienza vengono svolte tre giornate nelle quali viene data la possibilità ai bambini nuovi iscritti e ai loro genitori di visitare la scuola e di conoscere e sperimentare alcune attività che si svolgono affinché gli stessi possano prendere confidenza gradualmente con l’ambiente nuovo che si troveranno a frequentare.

*PROGETTO CONTINUITA’ (tra nido e scuole dell’infanzia e tra quest’ultima e la scuola primaria) Il progetto continuità ha come obiettivo principale quello di aiutare il bambino pian piano ad inserirsi serenamente nei passaggi tra Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria.

Tali esperienze rivestono per ogni bambino un importante significato affettivo ed emozionale, “si sentono grandi”, ed inoltre lo incoraggiano e lo rassicurano.

Il progetto continuità è presente per i bambini che lasceranno la Scuola dell’infanzia per recarsi alla Scuola Primaria.

Il percorso è articolato in un paio di incontri di un’ora ciascuno, nei mesi primaverili, e saranno proposte ai bambini una serie di attività programmate e organizzate tra le insegnanti delle due strutture per consentire al bambino di conoscere il nuovo ambiente, i nuovi compagni di scuola e le nuove insegnanti. Durante l’arco dell’anno sarà cura dell’insegnante compilare il documento di passaggio che attesta i prerequisiti raggiunti dal bambino e tale documento sarà consegnato a fine anno ai genitori. L’ insegnante della scuola della scuola dell’infanzia verso fine anno scolastico incontra l’insegnante della scuola primaria per riferire com’è il gruppo dei bambini visto l’inizio di un nuovo cammino di scuola.

*PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE E ALLA SICUREZZA (alimentazione sana,visita dal dentista, educazione stradale con il vigile)

La salute orale deve essere considerata una componente essenziale della salute generale avendo una grande importanza per la qualità della vita. E’ importante avvicinare il bambino alla cura del proprio corpo, alla cura di sé, in questo caso dei denti, per iniziare ad assumersi la responsabilità del proprio benessere promuovendo corrette abitudini igienico-sanitarie. Le figure educative che vivono quotidianamente con il bambino (genitori, nonni, insegnanti) sono impegnate per aiutare il bambino alla cura di sé. Durante l’anno ci sarà la possibilità di far visita presso uno studio dentistico, contattando direttamente i dentisti disponibili a tale attività, per far vedere e conoscere ai bambini il luogo dove “si curano i denti”. Tale incontro offrirà la possibilità di fornire un primo passo di incoraggiamento ai bambini di affrontare una prima seduta dentistica.

In questa Scuola dell’Infanzia si attiva un’azione educativa che porta il bambino a considerare con più responsabilità e consapevolezza il suo rapporto con la strada, con il traffico, con le regole, con i pericoli esistenti ed i modi più corretti di comportamento nei confronti di questa realtà che appartiene strettamente al mondo delle sue esperienze quotidiane. In questo percorso di sensibilizzazione ci sarà l’intervento della polizia municipale la quale farà conoscere, nel periodo primaverile, ai bambini le regole che governano il comportamento sulla strada, con particolare attenzione alle norme del codice stradale dei pedoni e la sicurezza da tenere quando si è in auto.

In letteratura sono diverse le evidenze che sostengono l’importanza di intervenire come scuola per migliorare il quadro di salute delle giovani generazioni.

La nostra scuola si appoggia per la stesura del menu alle linee guida per l’educazione alimentare e alla successiva approvazione da parte del dipartimento di salute di Bassano. Questa modalità offre già una sicurezza in fatto di cibo sano ed equilibrato durante l’arco della giornata dei bambini.

*PROGETTO DI CITTADINANZA ATTIVA (feste varie, nonni a scuola,uscite didattiche nel territorio)

*Feste varie: La Scuola dell’Infanzia si propone tra i suoi obiettivi quello di rafforzare l’identità del bambino. Per tale motivo promuove progetti ed iniziative per favorire da una parte lo sviluppo della stima di sé per rafforzare l’identità personale, come il festeggiamento del singolo compleanno, le ricorrenze legate ai familiari come la festa della mamma, la festa del papà, la festa dei nonni, l’open-day, la festa della famiglia; dall’altra, consolidare il senso di cittadinanza per rafforzare il senso di appartenenza alla propria cultura (auguri di Natale, festa di carnevale, auguri di Pasqua), alla propria scuola (festa di fine anno. Le competenze per l’esercizio della cittadinanza attiva, orientate ai valori della convivenza civile e del bene comune, sono promosse continuamente nell’ambito di tutte le attività di apprendimento, utilizzando e finalizzando opportunamente i contributi che ciascuna attività può offrire.

*Nonni a scuola: Il nonno ha un ruolo importante per il bambino e per i genitori, queste figure così quotidianamente presenti nella vita e nei discorsi dei bambini, spesso offrono un aiuto organizzativo ed educativo. Per avvicinare i nonni al mondo della scuola abbiamo pensato di farli partecipi alla vita della nostra scuola coinvolgendoli in qualche attività insieme.

Infatti, durante l’anno, i nonni saranno festeggiati a scuola il giorno della loro festa ed inoltre chiederemo la disponibilità di qualche nonno/nonna, durante il mese di giugno, per la per la lettura di fiabe, e per farci conoscere qualche “gioco di una volta…”, ecc.

9.D)  Attività extra-curricolari.

 *Spettacolo teatrale: i bambini medi e grandi si recheranno al teatro Montegrappa di Rosà (VI) per assistere ad una rappresentazione dove i protagonisti saranno i bambini. Si cerca di aderire allo spettacolo che più si avvicina al tema annuale che viene trattato a scuola.

*Giornate dello sport: La giunta regionale ha approvato anche quest’anno le giornate dedicate agli sport (14, 15 e 16 febbraio 2018) presenti all’interno del territorio. L’obiettivo è di avvicinare i bambini all’attività sportiva, nella certezza che lo sport costituisce il naturale completamento dell’attività formativa nella scuola.

*Gita scolastica.:Verrà realizzata un’uscita didattica nel territorio in continuità con i progetti educativi-didattici attuati a scuola. Quest’anno un’uscita sarà a Bassano del Grappa (VI) con visita al centro e laboratorio di lettura animata presso la Libreria Palazzo Roberti.

*Psicomotricità: i bimbi medi e grandi effettueranno 10 incontri di attività motoria con il psicomotricista Paolo Bertoncello.

*Lettura animata: con la volontaria Adelisa, tutti i bimbi, per 4-5 incontri, avranno il piacere di ascoltare la lettura di libri su alcune tematiche legate al mondo delle “ emozioni” ; in seguito, nella stessa mattinata produrranno un piccolo elaborato ( mascherina, segnalibro, disegno, ecc) con una frase inerente al tema del giorno il quale diventerà un piccolo impegno da condividere con la famiglia.

*Laboratorio musicale: in collaborazione con la maestra in flauto traverso Nicoletta Lago e collegato ad uno dei temi della progettazione annuale (l’aria), i bimbi conosceranno gli strumenti aerofoni, in particolare il flauto traverso e la fisarmonica; impareranno a riprodurre i suoni del vento con il corpo e semplici oggetti; useranno la voce per imitare i suoni e imparare canzoncine; costruiranno semplici strumenti musicali.

*Associazione Anfass di Nove: i bimbi della scuola dell’infanzia avranno il piacere di avere dei “maestri speciali” con le loro diverse abilità speciali e collaboreranno insieme alla realizzazione di un laboratorio creativo.

*Servizio di anticipo e/o posticipo per le famiglie che richiedono. La scuola è aperta dalle ore

  • alle ore 18 per aiutare i genitori che lavorano. I bambini dalle ore 16.00 alle ore 18.00 si ritrovano al nido.

(N.b. Progetto scuole Etra a.s. 2016/17 – per motivi organizzativi dovuti ad Etra non è stato possibile effettuarlo).

10) INCLUSIONE SCOLASTICA

 La scuola dell’Infanzia conferma la sua mission pedagogica a favore dell’inclusione e personalizza l’offerta formativa secondo quanto espresso dalla normativa vigente:

  • Legge Quadro sull’inclusione scolastica (104/1992);
  • Direttiva Ministeriale sui Bisogni Educativi Speciali del 12 dicembre 2012;
  • Legge 170 del 2010 (DSA);
  • Accordo di programma “disabilità” della provincia di Vicenza;
  • Linee guida di integrazione scolastica del

10.A)             PIANO ANNUALE DI INCLUSIONE (PAI) ed INTEGRAZIONE SCOLASTICA SUI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI.

Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o di apprendimento, dovuta all’interazione dei vari fattori di salute secondo il modello ICF ( modello bio-psico-sociale) dell’OMS, e che necessita di “educazione speciale individualizzata” (Dario Ianes, 2005) alla quale è necessario che la scuola offra adeguata risposta. A tal fine, la comunità educante redige un Piano Annuale di Inclusione(PAI) che fa parte del ptof e della programmazione. A livello legislativo e ministeriale per la stesura del PAI si tiene in considerazione la normativa sui BES e le Indicazioni Nazionali 2012. Importante risulta il costruire un contesto scuola inclusivo, sereno e accogliente per ciascuno e per tutti. Tramite la didattica inclusiva si facilita l’apprendimento ed il benessere degli alunni anche con difficoltà temporanee o permanenti.

Gli alunni con BES, individuati da un’autorità sanitaria esterna alla scuola sono:

*alunni con disabilità (L.104/1992);

*alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento);

*alunni con deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e iperattività (ADHD) – L.170/2010.

Bisogni Educativi Speciali con osservazione, senza diagnosi:

*svantaggio sociale e culturale;

*difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse.

Per ogni tipologia di difficoltà, la scuola mette in atto il Protocollo di Accoglienza.

L’attenzione alla specificità dei bisogni e alla personalizzazione dei percorsi educativi per la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno, rimanda alla necessità e alla possibilità di considerare i bisogni educativi speciali della popolazione scolastica e all’assunzione di impegni specifici nei confronti di tutte le espressioni di disagio che in maniera sempre più diffusa richiedono interventi formativi differenziati. In questa ottica, sullo sfondo di questo contesto etico e culturale, si intende tutelare i bambini con disabilità garantendo loro i diritti legittimati nella norma a favore di un impegno condiviso (scuola, famiglia, enti locali, servizio territoriale – asl) di progettualità. Le famiglie, nel percorso di integrazione scolastica, hanno un ruolo particolarmente attivo ed importante, tenendo conto che hanno una propria storia familiare con le loro idee, conoscenze ed obiettivi educativi. Il nostro impegno è finalizzato a garantire ambienti, strumenti e professionalità più idonei al fine di facilitare i processi di integrazione scolastica e, a pari passo, familiare e sociale degli alunni con disabilità.

( PAI e Protocollo di Accoglienza integrali sono conservati presso l’ufficio interno della scuola).

10.B)         LE DIVERSE ABILITA’.

 In questi ultimi anni si sono presentati nella nostra scuola casi di bambini certificati secondo la legge 104/92. La scuola è sempre molto attenta ai bisogni dei bambini e, proprio per questo, da alcuni anni è presente l’educatrice di sostegno in compresenza con l’insegnante di sezione oltre alle operatrici mandate dall’asl.

Per gli alunni con disabilità la progettazione condivisa si concretizza in momenti e strumenti di programmazione.

Essa prevede 4 tappe di lavoro:

Certificazione: individuazione dell’alunno come soggetto con disabilità di  competenza dell’ASL.

Diagnosi funzionale: di competenza dell’equipe psico-medico-pedagogica, nella quale devono essere evidenziati non tanto i deficit, quanto le potenzialità del bambino.

Profilo dinamico funzionale: di competenza dell’equipe e della scuola; è il documento che descrive la situazione di partenza. Esso servirà per delineare i possibili interventi facendo particolare attenzione alla scansione dei tempi, che dovranno essere il più possibile rispondenti ai ritmi individuali, alle metodologie per seguire passo passo il bimbo al fine di ridurre o ridimensionare i deficit presenti.

Piano educativo individualizzato: di competenza non solo dell’insegnante di sostegno, ma anche dei team docenti, del plesso, del circolo, dei genitori e dell’equipe psico-medico-pedagogica. Si tratta di un intervento “fatto su misura”, con obiettivi, con finalità e con verifiche adeguate per favorire un futuro adulto con la migliore qualità di vita possibile.

L’interazione in classe con i coetanei è importante per l’alunno in difficoltà, in quanto gli consente di: apprendere, comunicare, socializzare.

L’integrazione, quindi, è un concetto ben più ampio di quello di inserimento; per i compagni di classe, la presenza di bambini con disabilità diventa uno stimolo di crescita e di maturazione: grazie ad essi, ciascuno può sviluppare la capacità di riconoscere e rispettare la persona come valore e come fonte di arricchimento reciproco.

10.C)         EDUCAZIONE INTERCULTURALE.

Per quanto riguarda difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana legata a cultura diversa, nella nostra realtà scolastica ad oggi pochi bambini hanno frequentato la scuola dell’infanzia.

In queste situazioni molte sono le difficoltà che le istituzioni scolastiche devono affrontare:

  • il problema della lingua da insegnare nel rispetto di quella d’origine;
  • la valorizzazione delle diversità culturale;
  • il far maturare nella comunità scolastica un atteggiamento di accoglienza e

L’educazione interculturale è uno dei compiti prioritari della scuola di oggi; essa è destinata a diventare il luogo privilegiato per la realizzazione di un progetto educativo finalizzato a formare i bambini, uomini del domani, ad una proficua e sana cooperazione fra persone “diverse”.

Per una corretta integrazione a favore dell’alunno straniero, i docenti possono ricorrere a precise forme organizzative e strategie didattiche:

Accoglienza: potrebbe concretizzarsi con una festa nell’ambito della quale vengono proposti canti e danze caratteristiche del paese di provenienza; anche la scuola locale dovrà presentare e proporre le tradizioni tipiche del posto.

Comunicazione: le prime relazioni umane dovranno avvalersi di un linguaggio non verbale (grafico-pittorico, motorio, musicale, mimico-gestuale), in attesa dello sviluppo della comunicazione verbale.

Organizzazione: presuppone una programmazione attenta e flessibile di attività, di spazi, di ambienti, di laboratori.

Progettazione: elaborare dei curricoli integrati (anche con le offerte del territorio) in cui elementi di culture diverse possono essere meglio conosciuti, approfonditi e compresi.

Per quanto riguarda la scelta di metodologie, il gioco è, senza dubbio, una risorsa da privilegiare. Anche il lavoro di gruppo è una strategia efficace, in quanto valorizza il lavoro di ciascun componente, anche del bambino straniero.

A questo punto, è chiaro che la Scuola dell’Infanzia è l’agenzia educativa che realizza l’educazione all’ interculturalità; essa, però, necessita della collaborazione delle famiglie e di tutte le altre agenzie educative presenti nel territorio, chiamate a proporre iniziative coerenti con il progetto educativo.

11)-CONTINUITA’ VERTICALE ED ORIZZONTALE

 La continuità verticale consiste nella necessità che vi sia una comunicazione ed una continuità nell’esperienza del bambino tra Asilo Nido (o famiglia se il bambino non proviene da questa agenzia educativa), Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria, evitando motivi di discrepanza e contrapposizione tra i vari livelli di scuola che riguardano una fase tanto delicata dello sviluppo del bambino.

Per quanto riguarda l’Asilo Nido è indispensabile che tra gli educatori e gli insegnanti della Scuola d’Infanzia vi siano scambi di informazioni (all’interno del collegio docenti ed educatore di riferimento della sezione divezzi) e di dati relativi dei bambini, in modo da realizzare un’accoglienza che rispetti il bambino sotto il profilo affettivo, emotivo, cognitivo e relazionale. I bambini del Nido Integrato partecipano durante il mese primaverile ad incontri strutturati per la conoscenza del nuovo ambiente scuola, conoscere le insegnanti e i futuri compagni.

I primi giorni di scuola le insegnanti fissano un colloquio con i genitori dei bambini che frequentavano il nido.

Questo collegamento pedagogico si effettua anche con la Scuola Primaria.

Durante l’anno scolastico le insegnanti delle due scuole si incontrano:

  • per definire i tempi e le modalità delle attività che vedranno protagonisti i bambini dell’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia e i bambini del primo anno della Scuola Primaria. Il percorso prevede un paio di incontri nei mesi primaverili per far conoscere il nuovo ambiente scolastico tramite attività da svolgere come: visita della scuola, lettura e drammatizzazione di una storia, attività grafico/pittorica-manipolativa comune. Queste attività saranno propedeutiche al futuro inserimento nella nuova realtà
  • Al termine dell’anno scolastico tra i due gradi di scuola avviene un passaggio di dati necessari per la conoscenza dei nuovi alunni. Le modalità e gli strumenti di passaggio vengono concordati annualmente tra tutte le scuole dell’infanzia del territorio e le scuole primarie (commissione continuità).

Per quanto riguarda la continuità orizzontale la Scuola dell’Infanzia oltre alla continuità con le esperienze precedenti e successive deve creare un “continuum” con la famiglia, la comunità e le istituzioni sociali.

La nostra scuola, in particolar modo, interagisce con la famiglia e la parrocchia; tra queste agenzie durante l’anno scolastico si organizzano vari momenti di incontro:

  • Festa di Natale,
  • Epifania,
  • Open – day,
  • Festa della famiglia,
  • Nonni a scuola

L’alleanza educativa con i genitori inizia con un colloquio tra gli stessi e la coordinatrice al momento dell’iscrizione o con le insegnanti all’open-day, prosegue poi a maggio (scuola aperta) con la conoscenza del personale della scuola e con un momento di gioco con i bambini presso la scuola stessa e nei primi giorni di settembre con un colloquio riservato ai genitori per una prima conoscenza del bambino.

Nel mese di settembre del primo anno di frequenza il bambino si inserisce gradualmente a scuola: dapprima per due ore al giorno, poi partecipando al pranzo per arrivare alla permanenza per tutta la giornata. I genitori vengono accompagnati nel percorso attraverso successivi colloqui individuali, riunioni di sezione e mamme “tutor” che accompagnano i genitori nel delicato momento di inserimento. Si attueranno momenti di formazione sia all’interno che all’esterno della scuola (scuole in rete del comprensorio) in collaborazione con gli atri enti e corsi appositi per i genitori.

Inoltre la nostra scuola collabora con l’ASL per realizzare il progetto “Denti sani oggi e domani” e con la Polizia Municipale per il progetto “Educazione stradale”.

a)           Relazione con le famiglie

 Il bambino si inserirà positivamente e le sue potenzialità potranno essere notevolmente sviluppate all’interno della scuola se le agenzie educative, scuola e famiglia, collaboreranno ed opereranno insieme in modo che si avverta una situazione di fiducia e tranquillità, dove le insegnanti e la famiglia, coopereranno per costruire una rete sociale di scambi e contesti di apprendimento ricchi e significativi. Oltre all’apprendimento la scuola è molto investita anche nell’aiutare i bambini nel “sapere stare al mondo”. Secondo le indicazioni nazionali per il curricolo “l’intesa tra adulti non è più scontata e implica la faticosa costruzione di un’interazione tra le famiglie e la scuola, cui tocca, ciascuna con il proprio ruolo, esplicitare e condividere i comuni intenti educativi”. Partendo da questo presupposto i genitori saranno direttamente coinvolti, nella prima riunione di sezione, nella stesura del patto educativo di corresponsabilità in modo tale che ci possano essere delle regole comunitarie tra scuola e famiglia da condividere e rispettare per favorire il benessere e lo sviluppo globale del bambino. Tale patto sarà visionabile in un primo momento tramite foglio esposto in bacheca per dare al tempo ad altri genitori non presenti alla riunione di poter essere al corrente ed eventualmente partecipare riferendo altre possibili regole; in un secondo momento sarà consegnato a livello cartaceo ai genitori e sarà da loro firmato per presa visione e adesione al patto stesso.

Le insegnanti sono disponibili al confronto e allo scambio di informazioni relative alle azioni educative svolte a casa e a scuola, ponendosi in un atteggiamento di rispetto nei confronti delle idee e dei comportamenti scelti dalle famiglie.

Da parte della famiglia è doverosa la partecipazione, finalizzata ad un impegno ben preciso: dare fiducia al proprio bimbo valorizzando le sue esperienze scolastiche, rispettare le regole della scuola che mirano al buon funzionamento della stessa, dare fiducia a chi vive col proprio figlio l’esperienza scolastica.

La scuola durante il corso dell’anno propone: 1 assemblea per tutti i genitori; 2 riunioni di sezione; 2 colloqui individuali; incontri di formazione e di organizzazione per varie ricorrenze alle quali i genitori sono vivamente invitati a partecipare; colloqui su richiesta da parte dei genitori o dalle insegnanti.

Proposte ed iniziative possono essere avanzate dai genitori tramite i propri rappresentanti (eletti nel Gruppo di Gestione, nel Consiglio Scolastico) o attraverso lettera da imbucare nello spazio genitori allestito a scuola o tramite mail da indirizzare alla scuola in cui sia precisato nome e cognome di chi fa la richiesta.

E’ compito dei genitori leggere comunicazioni ed avvisi esposti nella bacheca e/o ritirarli dall’apposito spazio personale.

Il Presidente del Gruppo di Gestione e la coordinatrice del servizio sono disponibili previo appuntamento.

I recapiti sono: tel/fax 0424/565020;

 

e-mail: info@scuolainfanziasanpietro.it

La nostra scuola, sia singolarmente che in collaborazione con le altre scuole, private – paritarie e pubbliche del Comune, organizza annualmente degli incontri di formazione per i genitori.

Le tematiche degli incontri vengono decise in seguito ad un sondaggio proposto ai genitori stessi. Una volta scelta la tematica, il gruppo di gestione o il G6 (gruppo scuole private-paritarie del Comune) individuano le persone “esperte” che incontreranno i genitori nelle diverse serate.

b)   Rapporti con il territorio

 All’interno del territorio, diverse sono le agenzie che offrono all’utenza la possibilità di porre al centro il bambino sotto diversi profili:

*Centro Territoriale per l’Integrazione (CTI): esso ha lo scopo di migliorare la qualità dell’integrazione scolastica dei bambini diversamente abili e dei bambini con bisogni educativi specifici attraverso l’aggiornamento e la formazione delle insegnanti e la promozione di aiuti didattici.

*Amministrazione Comunale di Rosà: collaborazione nella realizzazione di progetti educativi come l’educazione stradale e il progetto biblioteca. Il Comune offre un contributo economico,all’anno, a sezione, per un aiuto nel sostentamento economico della scuola.

Comune di Tezze: collaborazione con il comune per il sostentamento finanziario di bambini che abitano nel comune di Tezze ma che frequentano la nostra scuola.

*La pro-loco di Rosà: per organizzare iniziative che prevedono la partecipazione della nostra scuola come il concerto di Natale.

*Teatro Montegrappa: per poter far accedere il bambino al mondo del teatro tramite un’uscita.

*La Fism.

*Le scuole superiori di secondo grado e l’Università di Padova per far accedere gli studenti all’interno della nostra scuola tramite stage.

*La Direzione Provinciale e Regionale Veneto (MIUR) per l’attività di comunicazione per fare in modo che le attività di amministrazione della scuola risultino adeguate.

*Servizio di Neuropsichiatria infantile dell’asl 3: collegamento con il Dipartimento di Prevenzione e Salute (per vidimazione menu e partecipazione a corsi formativi per il personale) e collegamenti con il neuropsichiatra, la logopedista, lo psicologo e la psicomotricista nei casi un cui venga certificato un bambino.

12)- LA VALUTAZIONE

 La valutazione del servizio.

La Scuola si  impegna a rispettare alcuni standard specifici definiti dai seguenti indicatori:

  1. la qualità delle condizioni e della caratteristiche degli ambienti: i giochi e la mobilia sono acquistati da rivenditori autorizzati con marchi certificati per la fascia d’età prevista;
  2. la qualità professionale: le insegnanti sono in possesso dei titoli di studio richiesti per l’espletamento della funzione educativa e partecipano annualmente a corsi di formazione;
  3. la qualità dell’alimentazione: la scuola in collaborazione con il dipartimento di nutrizione e alimentazione dell’ASL 3 operano per stillare un menù adeguato con apporti calorici e nutritivi in rapporto alle fasce dell’età dei bambini;
  4. la qualità nell’informazione, nella comunicazione e nella partecipazione delle famiglie: durante il corso dell’anno sono previsti diversi momenti di incontro con le famiglie al fine di promuovere una reale partecipazione attraverso scambi informativi tra insegnanti e genitori per favorire il benessere del bambino.

I suggerimenti ed i reclami possono essere espressi in forma scritta e inserito nell’apposito contenitore all’entrata della Scuola o inviato tramite posta elettronica e devono contenere: nome e cognome di chi sporge suggerimento o reclamo e cognome e nome del bambino frequentante.

Altra possibilità che hanno i genitori di far pervenire reclami o suggerimenti migliorativi è tramite i rappresentanti di sezione eletti dai genitori stessi e facenti parte il consiglio di intersezione e i genitori eletti sempre dai genitori facenti parte il gruppo di gestione. In base alla richiesta pervenuta, i genitori eletti hanno la possibilità di interfacciarsi direttamente con la scuola all’interno dei consigli di intersezione e/o all’ interno del gruppo di gestione. Durante il gruppo di gestione vengono discusse le varie richieste portate dai genitori e/o dal personale interno tenendo in considerazione gli interventi migliorativi per la nostra scuola in una prospettiva triennale ( come previsto dall’art. 3 legge 107, 2015).

Il Legale Rappresentante o il Presidente del Gruppo di Gestione assieme alla coordinatrice, dopo aver analizzato il reclamo o suggerimento ed aver espletato ogni possibile indagine in merito, rispondono in forma scritta entro 30 giorni dal ricevimento del suggerimento/proposta o reclamo scritto, attivandosi sia per rimuovere le cause che hanno provocato il reclamo sia per fare in modo che il suggerimento venga preso in considerazione dalla Scuola.

Le segnalazioni saranno utili per poter conoscere e comprendere meglio i problemi esistenti e per poter prevedere i possibili miglioramenti del servizio erogato. Inoltre al fine di misurare il grado di qualità del Servizio e la conseguente soddisfazione, la Scuola effettua delle rilevazioni una volta l’anno mediante questionari rivolti alle famiglie dei bambini.

I dati raccolti vengono elaborati, analizzati in modo tale da essere spiegati ai genitori alla riunione di sezione. Questi dati sono necessari al Servizio per poter formulare le proposte di intervento e, quindi, di miglioramento dello stesso.

  1. La valutazione degli esiti relativi ai bambini

La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari.

Le insegnanti considerano l’ascolto e l’osservazione sistematica strategie e strumenti da utilizzare costantemente nell’interazione educativa.

L’osservazione è lo strumento finalizzato a conoscere il bambino, le sue motivazioni, la sua modalità d’azione e di apprendimento, l’ascolto rappresenta l’attenzione continua ai bisogni dei bambini nell’agire educativo dell’insegnante.

A questo scopo sono previsti momenti d’incontro fra le insegnanti per la verifica dei processi di apprendimento all’interno delle unità di apprendimento programmate.

Nel corso dell’anno scolastico sono previsti anche dei momenti di incontro con le famiglie, sia a livello collettivo per fare il punto del lavoro svolto con i bambini e delle esperienze vissute a scuola, sia a livello individuale per discutere insieme ai genitori del singolo bambino del suo percorso scolastico e delle sue eventuali difficoltà.

All’inizio, a metà e fine anno, le insegnanti, da quest’anno, compileranno una griglia valutativa dove saranno raccolti in sintesi i traguardi raggiunti nei vari campi di esperienza e le insegnanti valuteranno le unità di apprendimento in relazione alla maturazione degli apprendimenti nei bambini della sezione. Verranno utilizzate: schede, giochi e materiale strutturato ed anche attraverso l’osservazione finalizzata del comportamento del bambino.

Alla fine del percorso annuale e/o del triennio verranno effettuate delle prove con i bambini atte a verificare i livelli raggiunti.